Genova
Genova (Zena in lingua ligure) è un comune di 618.438 abitanti, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria.
La sua area metropolitana ha una popolazione di circa 800.000 abitanti. Il suo porto è il più importante d'Italia e uno dei maggiori del mar Mediterraneo.
Città dal glorioso passato, capitale del Genovesato, forte di antiche tradizioni, è stata definita la Superba.
Tale la definì il poeta Petrarca che scrisse regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del mare.
Come una città marmorea (solida come il marmo dei suoi palazzi) la vide Giosuè Carducci che nelle sue Odi barbare scrisse: Superba ardeva di lumi e cantici / nel mar morenti lontano Genova / al vespro lunare dal suo / arco marmoreo di palagi.
Genova, assieme a Venezia, Pisa ed Amalfi, fu una delle Repubbliche marinare che dominarono la scena mediterranea ed europea durante il basso medioevo e il rinascimento.
In quest'epoca Genova era conosciuta anche come "La Dominante dei mari", questo grazie alla posizione di predominanza che raggiunse a livello internazionale, soprattutto in campo economico e commerciale oltre che - nella sua prima fase - in quello militare.
Storia
La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia.
Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori.
Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.
Il detto - di un poeta anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Metelino, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.
Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.
Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante.
Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dall'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza e la reciproca antipatia - per dir così - con i monarchi sabaudi.
Il vessillo cittadino
La bandiera di Genova è costituita dalla croce rossa in campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù Cristo, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero Bizantino.
La simbologia del Salvifico vessillo della vera croce - come Jacopo da Varagine indicò la croce di San Giorgio - determinò nel medioevo, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociate cristiane.
L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio.
Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel mar Mediterraneo; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al doge un tributo annuale. L'Inghilterra e la città di Londra issano tutt'oggi la bandiera di San Giorgio.
Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese ("E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna"), che invece risale al 1066[1], quando l'effige venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.
Clima
Mediterraneo di transizione, influenzato sovente da influssi atlantici, il clima di Genova è complessivamente temperato marittimo e caratterizzato da una piovosità annua superiore ai 1000 millimetri.
L'escursione termica fra il giorno e la notte è assai limitata specialmente nei quartieri che si affacciano direttamente sul mare, attestandosi attorno ai 6°C in tutte le stagioni; quella annuale è di circa 16°C.
La stagione invernale è caratterizzata da temperature generalmente miti lungo la fascia litoranea, comprese a gennaio tra +5,0°C di media minima e +10,9°C di media massima, eccetto i giorni in cui soffia la cosiddetta "tramontana scura", vento freddo che si incunea dalla Pianura Padana lungo i bassi valichi dei monti alle spalle della città, per catapultarsi a gran velocità verso le vallate genovesi e che porta sovente, oltre al freddo, pioggia o neve.
La zona dell'estremo levante cittadino, da Quinto a Nervi, è immune dall'effetto di tale vento. Anche i venti dai Balcani sono apportatori di freddo, in questo caso spesso associato a giornate secche e soleggiate.
Il record del freddo, misurato nel febbraio del 1929, è di -8,0°C. Alcuni termometri dei quartieri collinari e delle più interne vallate cittadine hanno diffusamente registrato temperature di -11°/-12°C durante il freddissimo gennaio 1985.
In estate prevalgono le brezze di mare, che mitigano fortemente la calura specialmente nella prima parte della stagione quando il mare è ancora relativamente freddo. Le temperature medie di luglio oscillano tra i +20,6°C della minima notturna e i +27.2°C della massima diurna, mentre l'elevata umidità causa non di rado una sensazione d'afa molto pronunciata.
Quando un anticiclone si pone a nord delle Alpi inibendo le brezze di mare, si possono avere giornate molto calde, con temperature diurne di oltre 30 gradi, ma associate a tassi di umidità bassi. Nel luglio del 1952 con una di queste situazioni si raggiunsero i +37.8°C, una delle temperature più alte registrate nel capoluogo ligure
Idrografia
Le piogge sono presenti durante tutti i dodici mesi dell'anno (questo è il principale discrimine rispetto al tipico clima mediterraneo), più rare e prevalentemente a carattere temporalesco durante i mesi estivi, raggiungono l'apice della frequenza e dell'intensità tra settembre e dicembre, quando scende di latitudine il flusso delle correnti perturbate atlantiche. Tipica della stagione fredda è la cosiddetta "Genoa Low", una depressione che si crea sottovento all'arco montano ligure quando un fronte freddo arriva dalla Francia.
La città a causa dell'esposizione ai venti umidi da sud che impattano contro i contrafforti montuosi alle sue spalle, è soggetta non di rado a violentissime precipitazioni concentrate in poche ore. Nel settembre del 1970 a Bolzaneto, quartiere della periferia di nord ovest in Val Polcevera, caddero ben 948 mm di pioggia in sole 24 ore, pari a circa l'80% della precipitazione media annua.
Non sono rare le nevicate. Si presentano con una discreta frequenza, di solito più di una volta l'anno, soprattutto nei quartieri collinari o in quelli più interni delle valli del Polcevera e del Bisagno, ma non mancano di imbiancare, talvolta, la fascia litoranea ed il centro cittadino con vere e proprie bufere.
Gli accumuli di neve al suolo svaniscono però di solito in pochi giorni, talvolta in poche ore, a causa del potente influsso mitigatore del Mar Ligure che prende il sopravvento non appena cessano gli influssi gelidi della tramontana.
Dialetto e i santi padroni
Il dialetto e i santi patroni
Il nome della città in dialetto ha subito una contrazione, in epoca moderna la città veniva chiamata Zenoa pronunciato in dialetto genovese Zenua (con la zeta dolce) ed oggi, invece, semplicemente Zena.
Curiosità:
Sempre riguardo al nome di Genova va poi fatta notare una particolarità: i santi protettori di Genova sono San Giovanni Battista - patrono ufficiale della città - e San Giorgio e secondo una tradizione la città era nell'antichità votata al dio Giano bifronte
Giano - Genova - Giovanni - Giorgio Italiano
Gianus - Genua - Gioannes - Georgius Latino
Ianus - Ianua - Ioannes - Ieorgius Latino medievale
_____ - Zena - Zane - Zòrzo (Zorzu) Genovese
Centro storico e lanterna
Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa (misura circa quattrocentomila metri quadri), e per molti aspetti anche uno fra i più decadenti a causa dell'incuria e del forte tasso di inquinamento, sebbene sia attualmente in corso una lenta ma importante opera di bonifica.
La sua struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi, unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, oggi via Garibaldi).
Resti delle antiche mura secentesche sono visibili tuttora nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.
Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30 km), e la monumentale fontana di piazza De Ferrari, recentemente restaurata, cuore pulsante e vera e propria agorà cittadina.
Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati.
Appena fuori dal centro, ma ancora parte dei trentatré chilometri di costa che costituiscono il territorio comunale, si trova Nervi, naturale porta d'accesso alla Riviera ligure di levante.
- Piazza Caricamento e Palazzo San Giorgio
- Piano di Sant'Andrea
- Porta Soprana
Architettura
Con la sua caratteristica skyline che ancor oggi per chi proviene dal mare la fa apparire come una insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di fortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra - Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni sessanta, ad un proprio rinnovamento e ammodernamento, che doveva necessariamente passare, al pari di quanto avvenuto in tante altre metropoli, attraverso la realizzazione di grandi complessi abitativi di tipo popolare, la cui qualità, utilità e funzionalità è stata ed è peraltro ancora oggetto di discussione (e talvolta di contestazione) da parte dei cittadini residenti.
A tal proposito, si citano ad esempio i casi rappresentato dal cosiddetto "Biscione", complesso edilizio a forma, appunto, di lungo serpentone, situato sulle alture del popoloso quartiere di Marassi, e dal gruppo di case dette le Lavatrici, a ponente di Pegli.
Per altre soluzioni architettoniche che l'hanno contraddistinta, Genova è peraltro diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni sessanta progetta e ristruttura nelle più belle città del mondo magnifici esempi di una architettura moderna e quanto mai delicata, usando tutti i materiali da costruzione disponibili (con una predilezione per il vetro) come se - è il parere di molti esperti - questi venissero usati alla stregua di versi poetici.
Il nome di Renzo Piano ha acquisito notorietà a partire soprattutto dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni colombiane del 1992 (Colombiadi) i visitatori nel porto antico, il waterfront angiportuale completamente restaurato per l'occasione e simbolizzato dal Grande Bigo stilizzato (sorta di marchio di fabbrica dell'attività portuale genovese).
Oltre ad un completo restyling dell'area, l'antica zona portuale situata nei pressi del varco del Mandraccio, a Porta Siberia, è stata arricchita scenograficamente dallo stesso Piano con una grande sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario.
Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e iniziato la costruzione - in collaborazione con l'UNESCO - di Punta Nave, sede del "Renzo Piano Building Workshop".
Soprattutto per chi transita da Genova lungo la strada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto "Matitone", controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.
Vie e piazze celebri
- Strada sopraelevata
- Via Garibaldi e Palazzi dei Rolli
- Via XX Settembre
- Piazza De Ferrari
- Piazza della Vittoria
- Albaro e Creuze
- Boccadasse
- Cimitero monumentale di Staglieno
- Corte Lambruschini (già Borgo Pila)
- Ravecca
Palazzi
Il 13 luglio 2006 l'UNESCO ha inserito una vasta parte del centro storico di Genova - inclusi molti dei palazzi dei Rolli cinquecenteschi che si affacciano su via Garibaldi, l'antica Strada Nuova - fra i patrimoni dell'umanità.
Ma la nuova Genova ha basato la sua rinascita soprattutto sul recupero delle aree verdi dell'immediato entroterra (fra cui quella del Parco naturale regionale del Beigua) e sulla realizzazione di opere infrastrutturali come l'Acquario al porto antico - il più grande d'Italia ed uno dei maggiori in Europa - e la relativa Marina (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto). Tutto questo all'interno della ristrutturata Area Expo predisposta per le Celebrazioni colombiane del 1992.
Il ritrovato orgoglio ha restituito alla città la consapevolezza di essere una città in grado di guardare al futuro senza scordare il proprio passato. E la ripresa di numerose e rigogliose attività artigianali, da tempo assenti dai caruggi del centro storico, ne è una testimonianza diretta.
A contribuire a tutto questo sono state anche le opere di restauro compiute fra gli anni ottanta e novanta su numerose chiese e palazzi cittadini, fra cui, sulla collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città, la rinascimentale Basilica di S. Maria Assunta.
Un altro monumento di rilevante importanza riportato a nuovo splendore è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini.
Molti ritengono che Genova possieda il più alto grattacielo d'Italia, quello detto Torre Piacentini (dal nome del progettista), alto 132 m, ma tale dato si intende sul livello del mare e la reale altezza dell'edificio (il più alto d'Italia fra il 1940 e il 1954) è di 108 m. Rimane comunque il grattacielo più alto esistente, se riferito alle tecniche di costruzione in uso all'epoca in cui fu progettato ed edificato.
Fra i musei, nuove proposte culturali vengono dal Museo d'Arte Orientale "Edoardo Chiossone", che possiede una delle più vaste collezioni d'Europa, e dal Museo delle Culture del Mondo allestito al castello d'Albertis.
Fra le biblioteche, oltre alla municipale Berio, si segnala la Biblioteca franzoniana, ricca di importanti documenti storici.
A congiungere i vari poli museali sono comode linee di autobus ma anche le diverse funicolari che congiungono la parte bassa della città alle alture nonché la linea della Metropolitana di Genova che collega il centro città col popoloso quartiere di Rivarolo attraversa buona parte del centro storico.
Musei e teatri
Musei e Teatri
Di notevole valore è il complesso museale cittadino articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il Palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale.
Il sistema-museo è arricchito, al porto antico, dal Galata - Museo del mare e della navigazione, dal Museo dell'Antartide e dai rinnovati Magazzini dell'Abbondanza e del Cotone. Un Museo delle Culture del Mondo è allestito al Castello d'Albertis mentre sale con strumentazioni scientifiche sono visitabili al castello Mackenzie edificato ad inizio del XX secolo da Gino Coppedè. Numerose sono poi le ulteriori realtà museali dislocate nelle varie delegazioni comprese tra Voltri a Nervi.
Il Museo di Sant'Agostino e il Museo di Villa Croce ospitano antichi reperti medievali e qualificate mostre di pittura, mentre importanti manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate per buona parte dell'anno a Villa Luxoro e a Villa Grimaldi Fassio, sede delle Raccolte Frugone, al Parco di Nervi.
Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti recentemente per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile.
Va ricordato che proprio a Genova nacque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario anche del suo famoso violino, un Guarneri del Gesù, conosciuto come il Cannone di Paganini. Il violino è conservato presso il Comune, assieme ad un altro strumento, copia del Cannone, fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori.
Porta d'Europa
Genova è ora una moderna metropoli cosmopolita al centro di un processo di profonda trasformazione - soprattutto sociale ma anche urbanistica - e alla ricerca di una identità tra i fasti di un passato ormai molto lontano e le sfide del terzo millennio, aperte in maniera anche drammatica con la riunione dei G8 nel luglio del 2001 che ha portato nella città ligure i grandi del mondo ma anche centinaia di migliaia di contestatori della moderna globalizzazione.
Una radicale trasformazione nella forma di regime (con la definitiva fine della storica Repubblica) si ebbe il 19 gennaio 1798 quando, con una sollevazione popolare, venne costituita la Repubblica Ligure, riconosciuta dai francesi che avevano nel frattempo occupato la città; il 9 giugno 1805, poi, la nuova entità statuale venne annessa all'impero francese.
Il nome di Genova è tutt'oggi legato a due settori in particolare: la nautica da diporto (incidentalmente va detto che il nome inglese della città corrisponde ad un tipo di vela, il Genoa appunto), e l'industria dell'abbigliamento.
La tela comunemente chiamata jeans proviene da un tipo di tessitura realizzata anticamente per confezionare le divise dei balestrieri genovesi che in epoca medievale erano l'unico corpo scelto organizzato d'Europa o per la copertura delle galee. Il tessuto blu, molto resistente ed economico veniva utilizzato come grembiule o sorta di gonnello dagli operai del porto, i camalli della Compagnia dei Caravana. Il nome Jeans deriva dalla storpiatura inglese del termine francese Gênes, Genova appunto.
Nel campo della moda Genova poi si distingue, seppur misconosciuta, come patria dell'English stile lo stile così chiamato perché utilizza colori inglesi ma che è stato fatto proprio dalla cultura di una città che è considerata la più inglese d'Italia, e non tanto per la piovosità autunnale che la contraddistingue ma anche per l'abbigliamento, appunto, e per lo stile riservato dei suoi abitanti.
Quartieri
Genova si estende per circa 42 km di costa, da Nervi a Voltri, affacciandosi sul golfo di Genova e sul mar Ligure con, immediatamente alle spalle, i ripidi contrafforti dell'Appennino.
Durante il periodo fascista, Genova conobbe un notevole sviluppo urbanistico: infatti nel 1926 i suoi confini vennero ridisegnati ed ampliati inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo e Molassana), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della cosiddetta Grande Genova.
Le delegazioni che fanno oggi parte del comune di Genova, attualmente suddiviso in nove circoscrizioni, conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni. Così è, oltre che per Voltri, per Pegli, Pra', Sestri Ponente, Cornigliano, Sampierdarena, Quarto dei Mille (da cui nel 1860 partì la storica spedizione verso la Sicilia guidata da Giuseppe Garibaldi) e Quinto al mare, Bolzaneto, Nervi, Rivarolo, e di San Gottardo, Sant'Eusebio, Fontanegli, Bavari, Molassana.
Non è difficile osservare come gli abitanti dei rioni periferici guardino al centro cittadino come ad un'altra città, usando la locuzione andare a Genova per riferire l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di cittadine diverse, fuse in un'unica realtà urbana e suburbana, rende - per molti versi - l'attuale città affascinante e unica, simile per certi versi a certi agglomerati urbani industriali dell'Inghilterra, con i quali condivide molti usi e costumi.
"Grande" in una regione "piccola", la Grande Genova si estende - pur priva di un vero e proprio hinterland - in un ampio retroterra naturale quale quello delle pianure del Piemonte che si aprono al di là degli immediati Appennini.
Importante polo industriale fino agli anni settanta, ha uno dei maggiori porti commerciali del bacino mediterraneo.
Conta su importanti terminal per la movimentazione dei container (con il nuovo porto VTE del quartiere di Voltri), moderni attracchi per navi da crociera e traghetti al porto antico, rinomati cantieri per le costruzioni e le riparazioni navali.
Il porto di Genova è il secondo per importanza e per movimentazione complessiva delle merci dell'intero Mediterraneo, dopo Marsiglia, e fra i più attivi nella movimentazione dei container.
Il quartiere fieristico, situato al termine della strada sopraelevata (arteria realizzata negli anni sessanta con una avveniristica progettazione lungo l'intero water-front portuale), ospita annualmente, fra le molte altre rassegne, il Salone nautico internazionale, ed ogni cinque anni l'esposizione internazionale di piante e fiori Euroflora.
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